Le metodologie dello scavo

  • novembre 8, 2013
800 495 Le navi antiche di Pisa

Il metodo di scavo

L’eccezionale stato di conservazione dei reperti ha condizionato l’attività di scavo, che deve evitare che le parti in legno siano eccessivamente esposte agli agenti atmosferici e garantire allo stesso tempo una completa documentazione scientifica. È solo l’ambiente umido, infatti, che consente la conservazione dei reperti. l legno, conservatosi sott’acqua in assenza di ossigeno, riesce a mantenere la sua struttura anatomica: la mancanza di ossigeno impedisce a funghi e batteri di proliferare e di intaccare la cellulosa e la lignina, componenti fondamentali del tessuto cellulare.

I tecnici di cantiere hanno studiato un preliminare sistema di protezione dei reperti con pannelli in vetroresina. Durante lo scavo, i relitti vengono liberati dal terreno secondo il metodo proprio dello scavo archeologico, e dai pannelli in vetroresina, procedendo per piccole fasce di 50 centimetri/1 metro, rilevate tridimensionalmente con il sistema Laser Scanner 3D, e quindi nuovamente protette con un tessuto in grado di trattenere l’umidità. Per garantire l’umidità necessaria, si fissa sui reperti un impianto di nebulizzazione, progettato espressamente per ogni imbarcazione, A questo viene sovrapposto un nuovo guscio di vetroresina in grado di preservare l’imbarcazione durante il sollevamento, il trasporto e la messa a dimora . La successiva fase di restauro avviene nel Centro di Restauro del Legno Bagnato di Pisa (CNAP): l’imbarcazione è incapsulata in un guscio in vetroresina, fissata a un telaio metallico e quindi sollevata e spostata in laboratorio.

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The excavation method

 The exceptional preservation of the finds influenced the excavation campaign, which has to ensure that any wooden parts are not overly exposed to weathering, while also guaranteeing full scientific documentation. Only a humid environment allows the finds to be preserved. Kept in deoxygenated water, the wood manages to maintain its anatomical structure: the lack of oxygen prevents fungi and bacteria from proliferating and the cellulose and lignin from corroding, components which are fundamental to the cellular tissue.

Site technicians have studied a preliminary system to protect the finds with fibreglass panels. During excavation, the wrecks are freed from the group using the archaeological excavation method and from the fibreglass panels using small 50 centimetre/1 metre bands, measured three-dimensionally by the 3D laser scanner system, then protected once more with a fabric able to hold in humidity. To ensure the required humidity, a nebulization system is installed on the finds, designed specifically for every vessel. A fibreglass shell is placed on top, able to preserve the boat when it is lifted, transported and put into place. The next step in the boat’s restoration takes place at Pisa’s Restoration Centre for Archaeological Wet Wood (known as CNAP): the vessel is encapsulated in a fibreglass shell, secured to a metal frame and then lifted and moved into the laboratory.